Alpe Pedroria e Alpe Madrera. Recuperare i pascoli per ripristinare la filiera del Bitto storico e il suo paesaggio identitario

Il progetto intende affrontare le criticità derivanti dall'abbandono dell’attività pastorale e di selvicoltura nella bassa-media Valtellina, come l’impoverimento della biodiversità degli ecosistemi foraggeri, il declino delle razze domestiche autoctone (razza bovina Bruna alpina e razza caprina Orobica), il deterioramento della bellezza paesaggistica della vallate alpine, il degrado del paesaggio identitario culturale legato alle tradizioni produttive storiche. A tale scopo propone di ricostituire la filiera produttiva del formaggio Bitto partendo dal recupero degli alpeggi in un'area di circa 200 ettari. L'intervento si fonda sull'idea che la realizzazione di un progetto virtuoso di recupero a fini produttivi dell’Alpe Pedroria e Madrera possa rappresentare un modello emblematico in un'area territoriale caratterizzata dall'abbandono di molti pascoli.

Obiettivi

Principale obiettivo è rafforzare la resilienza del territorio attraverso la ricostituzione della filiera produttiva tradizionale del formaggio Bitto, fondamentale per la conservazione dell’ambiente alpino e del suo paesaggio culturale.

  • Ripristinare l'attività di alpeggio nell'area alpe pedroria e madrera con azioni volte al recupero delle aree pascolive
  • Ridurre la perdita di biodiversità dovuta all’abbandono dei pascoli
  • Sostenere la filiera produttiva del formaggio bitto
  • Favorire il ripopolamento della razza caprina autoctona orobica e della razza bovina bruna originale
  • Qualificare l'alpeggio come centro didattico e dimostrativo della cultura pastorale
  • Valorizzare il patrimonio culturale e identitario connesso alle produzioni tipiche
  • Sensibilizzare, soprattutto attraverso le scuole, la popolazione locale su questi temi
  • Rendere più fruibile il territorio per attività turistiche sostenibili.

Azioni

  • Interventi di recupero di aree a pascolo, strutture e infrastrutture funzionali all'attività pastorale (interventi di ripristino della superficie erbosa, dotazione degli alpeggi di attrezzature necessarie all'attività pastorale, razionalizzazione sentieristica, lavori di recupero dei "calécc", cioè antiche costruzioni atte al ricovero dei pastori e alla lavorazione del formaggio, e messa in sicurezza delle baite)
  • Acquisto e insediamento capi bestiame della razza caprina orobica e razza bovina bruna originale per l' avvio della produzione di formaggio bitto
  • Attività di formazione e informazione (iniziative rivolte alle scuole elementari e medie percorsi di formazione tecnica con le scuole superiori del territorio incontri informativi e di approfondimento aperti al pubblico)
  • Comunicazione e divulgazione dei risultati attraverso i canali istituzionali (sito web, notiziario trimestrale, social network) e cartellonistica.

Risultati attesi

  • Il recupero delle aree a pascolo e dei manufatti funzionali al ripristino dell’alpeggio
  • Creazione delle condizioni per l'avvio della produzione del formaggio bitto secondo le pratiche della tradizione improntati alla sostenibilità
  • Ripopolamento della razza caprina orobica e della razza bovina bruna originale
  • Rinnovata consapevolezza nella comunità locale sull’importanza dell’attività pastorale e del recupero dei pascoli in abbandono
  • Generazione di nuove opportunità per il turismo sostenibile nell’area
  • Creazione di opportunità occupazionali.

Dove

Comuni

  • Talamona

Provincia

  • Sondrio

Area di intervento

Val Gerola e Valle d'Albaredo (Media bassa Valtellina)

Ente capofila

Fondo per l'Ambiente Italiano - FAI

Via Carlo Foldi, 2 - 20135 MILANO (MI)

Soggetti della rete

  • Fondazione Dott. Piero Fojanini di Studi Superiori

Bando

Comunità Resilienti

Avvio progetto

2016

Durata

26 mesi

Soggetti finanziatori

Contributo

Fondazione Cariplo

117.000